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Ansia e Attacchi di Panico

Quando parliamo di “ANSIA”, non definiamo una specifica fragilità, ma uno stato comunemente provato. Questo stato diventa un problema per la persona quando assume caratteristiche e forme specifiche. Di seguito ne vediamo alcune.

Ansia

1. Il Disturbo d’Ansia Generalizzato

Il disturbo d’ansia generalizzato è caratterizzato da uno stato ansioso continuo e pervasivo. In questo stato la persona è irrequieta, insicura, indecisa e preoccupata per la maggior parte del tempo durante la sua giornata.  Ogni difficoltà o evento della vita è vissuto con apprensione spesso in una prospettiva catastrofica. In molti casi questo disturbo porta nel tempo somatizzazioni quali soprattutto cefalee o disturbi gastrointestinali.

Caratteristiche del pensiero

Tra i principali fattori cognitivi sottostanti a questa difficoltà, sicuramente il rimuginio riveste un ruolo fondamentale: esso rappresenta un fenomeno mentale che si accompagna all’ansia e contribuisce al suo mantenimento e aggravamento. Il rimuginio è descritto come una serie di pensieri negativi che si susseguono nelle mente, sotto forma per lo più di dialogo con se stessi e che riguardano possibili minacce future.

Inoltre i soggetti che soffrono di ansia generalizzata riferiscono una sensazione soggettiva di scarso controllo sulle proprie preoccupazioni. La percezione di poco controllo è fonte di ulteriore ansia poiché temono che se non dovessero riuscire a smettere di preoccuparsi potrebbero impazzire. Tuttavia, le stesse persone, hanno anche una serie di idee positive sul rimuginio. Ad esempio, alcuni ritengono che preoccupandosi in continuazione potranno prevenire meglio i pericoli o essere più preparati al loro arrivo.

Supporto Psicologico

Le tecniche cognitivo-comportamentali si sono in maggioranza basati sulla messa in discussione dei pensieri negativi del paziente in merito a minacce potenziali e alla possibilità di perdere il controllo. Tra le tecniche maggiormente utilizzate nel supporto psicologico a questa difficoltà, ci sono: imparare, con la guida dello psicologo, a identificare gli indizi d’ansia, il training al rilassamento e strategie per contrastare i pensieri negativi.


2. Attacchi di Panico

Gli attacchi di panico sono episodi di intensa ansia in assenza di un reale pericolo e si presentano molte volte come un fulmine a ciel sereno. Sono caratterizzati da sensazioni fisiche molto intense come nausea, batticuore, sensazione di fiato corto o di soffocamento, vertigini, vampate di caldo e sudori. Il panico insorge quando questi sintomi fisici vengono erroneamente giudicati pericolosi, ingenerando così un circolo vizioso, ovvero, la paura di avere paura. Chi ne soffre spesso riferisce di sentire, al sopraggiungere di un attacco di panico, un irrefrenabile bisogno di fuggire, in qualunque situazione si trovi.

Il disturbo di panico insorge tipicamente nell’adolescenza e col passare del tempo può divenire sempre più invalidante.

Ansia
Caratteristiche del pensiero

La teoria cognitiva sulle cause del disturbo di panico si focalizza principalmente su due fattori: il senso soggettivo di controllo sulla propria vita e l’interpretazione catastrofica dei cambiamenti fisici avvertiti dal soggetto.

Il controllo percepito La percezione di poter controllare i propri cambiamenti fisici sembra avere un ruolo cruciale nel determinare lo sviluppo o meno di un disturbo di panico.

La paura delle sensazioni fisiche Gli attacchi panico insorgono quando una persona interpreta in modo catastrofico le proprie sensazioni fisiche, percepite quali segni inconfutabili di un disastro incombente. Per esempio, una persona può interpretare la sensazione prodotta dal battito accelerato del cuore come l’avvisaglia di un incipiente attacco cardiaco; questi pensieri aggravano ovviamente la sua ansia, il che dà luogo a un intensificarsi delle sensazioni fisiche, e così via, in un incessante circolo vizioso.

Il supporto psicologico nel disturbo di panico

Il supporto psicologico cognitivo-comportamentali del disturbo di panico è principalmente incentrata sull’apprendimento di conoscenze e strategie volte a fronteggiare e gestire le situazioni ansiogene. Attraverso un intervento psicoeducativo il soggetto impara a non vivere più le sue sensazioni fisiche come un segnale di perdita di controllo. La persona inizia a vederle come sensazioni sostanzialmente innocue e controllabili. Secondariamente , il supporto cognitivo comportamentale, si rivolge all’individuazione dei pensieri che portano il soggetto a percepire come minacciose determinate situazioni, eventi o sensazioni fisiche. Lo psicologo poi, aiuta il paziente a mettere in discussione tali convinzioni.